lunedì 28 aprile 2008

L'annuale riunione nell'ombra della Commissione Trilaterale

Si chiude oggi a Washington l’annuale riunione plenaria (25-28 Aprile) della Commissione Trilaterale nel silenzio più totale dei mainstream media di tutto il mondo, ovviamente.
Ne disegna un ritratto Enrico Piovesana di Peacereporter, anche se non si saprà mai ciò di cui hanno discusso esattamente nella 3 giorni di riunioni.


I manager del mondo. Si conclude oggi a Washington la riunione annuale della Commissione Trilaterale
di Enrico Piovesana - Peacereporter - 28/04/2008

Le riunioni del G8 o quelle del World Economic Forum di Davos sono oggetto di grande attenzione da parte dei mass media e dei movimenti no-global.
Quelle della Commissione Trilaterale, assai più importanti per le sorti del mondo, avvengono invece nel silenzio mediatico più totale. Nessuno se ne accorge, nessuno ne parla, nessuno protesta contro questo organo privato di concertazione e orientamento della politica mondiale che riunisce l’élite politico-economica di Stati Uniti, Europa e Giappone (da cui il nome): duecento tra capi di Stato e di governo, ministri, grandi banchieri, manager delle più grandi multinazionali, economisti, militari si riuniscono ogni anno per quattro giorni in una città della triade, per decidere a porte chiuse le linee guida di politica internazionale ed economica che i singoli governi devono poi seguire.
Quest’anno la riunione si tiene a Washington. I lavori, iniziati venerdì, si concludono oggi.

Il governo mondiale dei ‘migliori’. La Commissione Trilaterale è stata fondata nel 1973 dall’attuale presidente onorario dell’organizzazione, David Rockefeller, patriarca della potente dinastia bancaria e convinto ‘mondialista’, assieme a Zbigniew Brzezinski, uno dei principali architetti della guerra al terrorismo post-11 settembre, oggi consigliere di Barak Obama.
La stampa statunitense dell’epoca definì la Tilaterale una “filiazione diretta” del Gruppo Bilderberg, società segreta internazionale di cui condivide membri e ideologia: quella di un ordine mondiale gestito da una ristretta aristocrazia economico-politica soprannazionale.
Scrive il filosofo e sociologo francese Gilbert Larochelle, “la cittadella trilaterale è un luogo protetto dove i ‘migliori’, nella loro ispirata superiorità, elaborano criteri per poi inviarli verso il basso”.

Una sorta di massoneria internazionale. La Trilaterale non è un’organizzazione segreta, ma è caratterizzata dalla riservatezza tipica delle organizzazioni massoniche.
Ha un sito web molto discreto dove si trovano luoghi e date delle riunioni e dove si possono ordinare i ‘Trialoghi’, gli atti pubblici di quelle riunioni – che però, lo ricordiamo, si svolgono a porte chiuse, quindi non è detto che venga pubblicato proprio tutto.
La maggiore riservatezza riguarda i suoi membri: le liste aggiornate dei partecipanti sono pubbliche solo in teoria: noi l’abbiamo richiesta tempo fa, senza avere risposta. Sono note solo quelle degli anni passati (vedi sotto l’elenco degli italiani).

Linee guida per la politica mondiale. Dai Trialoghi pubblicati finora emerge che nelle riunioni della Trilaterale si prendono decisioni ‘quadro’ in materia di globalizzazione dei mercati, politica energetica, finanza internazionale, liberalizzazione delle economie. Ma si discute anche crisi internazionali e guerre, gestione del dissenso e limitazione degli “eccessi della democrazia”. Il tema dipende dalle contingenze storiche.
Ad esempio, dopo gli attentati dell’11 settembre, la riunione annuale del 2002 fu dominata da Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Colin Powell e Alan Greenspan che sollecitavano una “risposta globale” al terrorismo che vedesse impegnati tutti i Paesi occidentali sotto la guida degli Stati Uniti.

I saggi illuminati. Politica estera e militare, economica, finanziaria e sociale di ogni governo devono seguire le direttive imposte da questi ‘esperti’.
Su Le Monde Diplomatique del novembre 2003, l’autore di un articolo sulla Commissione Trilaterale – il professore Olivier Boiral – scriveva: “Come i re filosofi della città platonica, che contemplavano il mondo delle idee per infondere la loro trascendente saggezza nella gestione degli affari terrestri, l’élite che si riunisce all’interno di questa istituzione molto poco democratica si adopera nel definire i criteri di un ‘buon governo’ internazionale. Veicola un ideale platonico di ordine e controllo, assicurato da una classe privilegiata di tecnocrati che mette la propria competenza e la propria esperienza al di sopra delle profane rivendicazioni dei semplici cittadini”.

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Riportiamo di seguito i nomi più noti dei membri italiani della Trilaterale secondo un elenco aggiornato al 2006 (tra parentesi le loro posizioni all’epoca):
Vittorio Colao (Rcs, ex Vodafone)
Alfonso Iozzo (San Paolo Imi)
Enrico Letta (Eurodeputato)
Luca Cordero di Montezemolo (Confindustria, Fiat)
Alessandro Profumo (Unicredit)
Silvio Scaglia (Fastweb, ex Omnitel)
Luigi Ramponi (Pres.Comm.Difesa C.D., ex vice Capo Stato Maggiore)
Paolo Scaroni (Enel, Eni)
Maurizio Sella (Banca Sella)
Marco Tronchetti Provera (Telecom, Pirelli)
Franco Venturini (Corriere della Sera)

Altre personalità italiane che hanno partecipato a passate riunioni della Trilaterale:
Giovanni e Umberto Agnelli
Romano Prodi (quando era presidente dell’Iri)
Tommaso Padoa Schioppa
Mario Monti


Per ulteriori info:
http://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_Trilaterale
http://www.sourcewatch.org/index.php?title=Trilateral_Commission
http://www.francocenerelli.com/antologia/trilateral.htm
http://www.trilateral-commission.net/