mercoledì 6 agosto 2008

Colpo di Stato in Mauritania, la Francia da l’ok

Ennesimo colpo di stato militare in Mauritania, dopo l'ultimo del 2005 . Oggi le Forze armate mauritane hanno preso il controllo del palazzo presidenziale nella capitale Nouakchott e alcuni generali dell'esercito, con in testa il capo delle guardie presidenziali, hanno arrestato il presidente Sidi Ouldn Cheikh Abdallahi e il premier Yahya Ould Ahmed Waghf. Altre unità dell'esercito hanno invece circondato alcuni edifici governativi a Nouakchott e sono state le interrotte trasmissioni televisive.

I militari sarebbero entrati in azione dopo che il presidente Abdallahi ha deciso la sostituzione di diversi ufficiali di alto rango, nell'ambito di una crisi politica che stava attraversando il Paese dopo la crisi di governo della settimana scorsa.

Gli autori del golpe hanno dato vita a un Consiglio di Stato che, nel suo comunicato numero uno annuncia "Sidi Ould Cheikh Abdallah è ormai un ex presidente". Alla guida della nuova giunta militare si è posto il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, che poche ore prima era stato licenziato dal presidente.

Secondo la televisione Al Arabiya, poche ore prima di prendere il potere i golpisti avevano avvisato l'ambasciata francese, che ha dato il via libera al golpe.

D'altronde l'ex colonia francese ha pur sempre ferro, rame e petrolio.
E di questi tempi non si butta via nulla...


Colpo di Stato, arrestati presidente e primo ministro
di Luca Galassi – Peacereporter – 6 Agosto 2008

In Mauritania è in atto un golpe militare. Alcuni generali dell'esercito, guidati dal capo della guardia presidenziale, hanno arrestato il presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi e il Primo ministro Yahia Ould Ahmed El-Ouakef. Unità dell'esercito mauritano sono state posizionate davanti alla tv di Stato, che ha interrotto le trasmissioni. Il colpo di Stato è il risultato di tensioni cominciate la settimana scorsa con la crisi di governo che ha portato alle dimissioni di 48 parlamentari del partito di governo Pndd (Partito democratico per lo sviluppo nazionale). Stamani, lo stesso presidente Abdallahi aveva licenziato il capo di Stato maggiore, Abdullah Ghazawan, e il capo delle guardie presidenziali, Mohammed Abdelaziz. Secondo quanto riferito dalla tv araba 'Al Jazeera', questi ultimi avrebbero respinto la decisione di Abdallahi e, invece di venire arrestati, hanno guidato i militari loro fedeli all'occupazione dapprima gli uffici della tv pubblica, poi del palazzo presidenziale, situato nella capitale Nouakchott. Nella tarda mattinata, l'arresto di Abdallahi e El-Ouakef.

"Potere per fini personali". Il Paese torna nuovamente nell'instabilità, dopo un analogo Colpo di Stato, nel 2005, che aveva deposto Mouaia Walid al Taya, ex presidente a cui l'attuale comandante in capo dell'esercito mauritano era da sempre vicino, ma soprattutto dopo le prime elezioni libere, nel marzo 2007, che avevano alimentato speranze per una possibile apertura del governo mauritano, da sempre pilotato da giunte militari, verso un regime democratico. I parlamentari che qualche giorno fa hanno rassegnato le dimissioni accusano il presidente di esercitare il potere per fini personali, frustrare le speranze della popolazione e abusare dei fondi del governo. Mentre il portavoce di Abdallahi, intervenendo su Al-Jazeera ha definito 'ribelli' i generali golpisti, accusandoli di cospirazione con i 48 deputati 'ostili' al presidente, gruppi di persone si stanno assembrando in queste ore di fronte al palazzo presidenziale a sostegno dei militari golpisti. L'esponente di uno dei partiti di opposizione, 'Cambiamento e liberta', ha detto che il golpe è un'azione necessaria 'per riportare la democrazia nel Paese in quanto Abdallahi ha governato in modo autoritario e personalistico, inserendo i suoi familiari nelle istituzioni e non rispettando le istituzioni'.

Petrolio e ferro. Ex colonia francese di tre milioni di abitanti, indipendente dal 1960, la Mauritania è uno dei Paesi africani con la più alta percentuale di terre desertiche. Importa il 70 precento dei beni di prima necessità, dei combustibili e delle scorte alimentari. L'economia è prevalentemente agricola, frequentemente soggetta a siccità e alle invasioni di locuste. Le esportazioni sono costituite principalmente da rame e ferro. Nel 2004 sono stati scoperti giacimenti di petrolio a Chinguetti e Tiof, 80 chilometri a sud-est della capitale, che si prevede potranno fornire 75 mila barili di greggio al giorno.