giovedì 1 aprile 2010

Russia: strategia della tensione?

Qui di seguito un paio di articoli sui recenti attentati nella metropolitana di Mosca che hanno provocato 39 morti e circa 100 feriti.

Sia il presidente russo Medvedev che il premier Putin hanno subito puntato il dito contro i militanti indipendentisti ceceni, ma i dubbi sulla loro effettiva responsabilità crescono di ora in ora.

Infatti l'ombra dei servizi segreti russi dell'Fsb, quali veri esecutori degli attentati, si fa sempre più minacciosa e ci sono già alcuni precedenti a riguardo, come riportato pure dai seguenti articoli.

Curioso poi anche quanto scrive oggi l'agenzia di stampa Interfax, secondo cui il capo dell'Fsb Aleksandr Bortnikov ha dichiarato che "i servizi segreti russi conoscono l'identità degli organizzatori degli attentati alla metropolitana di Mosca e a Kislyar", - avvenuto ieri in Daghestan, con un bilancio finale di 11 morti. Mentre oggi sempre in Daghestan ce n'è stato un altro con due morti, ndr.

Insomma, quasi un lapsus freudiano...


Attentati di Mosca, l'ombra dei servizi
di Enrico Piovesana - Peacereporter - 1 Aprile 2010

Gli oppositori di Putin sospettano che dietro le bombe vi sia una strategia della tensione volta a contrastare la crescente mobilitazione antigovernativa

All'indomani degli attentati nella metropolitana di Mosca che hanno causato la morte di 39 persone, Garry Kasparov, l'ex campione mondiale di scacchi, oggi leader dell'opposizione più radicale al regime putiniano, ha puntato il dito contro i servizi segreti russi avanzando dubbi sulla matrice caucasica e dicendosi preoccupato che questa tragedia venga sfruttata dal premier Vladimir Putin per "azioni energiche" contro il crescente malcontento, il moltiplicarsi delle proteste e la stessa opposizione. "Il prossimo passo che possiamo attenderci - ha dichiarato Kasparov - potrebbe essere l'accusa all'opposizione di tenere rapporti con la clandestinità armata cecena".

Come nel 1999? Molti in Russia non hanno dimenticato la vicenda del coinvolgimento dei servizi segreti russi (Fsb) negli attentati ai condomini di Mosca, Volgodonsk e Buinaksk che nel settembre del 1999 uccisero oltre 300 persone.

I vertici dell'Fsb incolparono subito i separatisti ceceni, scatenando un'ondata di nazionalismo che spianò la strada del Cremlino all'ex capo dell'Fsb, Vladimir Putin (in carica fino al mese prima) e garantì un ampio sostegno popolare alla seconda guerra in Cecenia.

Terroristi dell'Fsb. Una settimana dopo le stragi, nella città di Ryazan due terroristi vennero arrestati dalla polizia dopo aver piazzato in un altro condominio detonatori ed esplosivo dello stesso tipo di quello usato negli altri attentati.

I due uomini, dopo aver mostrato il tesserino dell'Fsb, vennero immediatamente rilasciati su ordine di Mosca. Nikolai Patrushev, direttore dei servizi segreti, si giustificò dicendo che si trattava di un'esercitazione per testare le capacità di reazione della polizia e l'inchiesta venne secretata.

Nei mesi successivi, emerse che la sostanza esplosiva usata negli attentati, l'hexogen, proveniva da un deposito governativo e che le cantine di tutti i palazzi nei quali le bombe erano piazzate erano stati affittate poco prima degli attacchi da Vladimir Romanovich, ex agente dell'Fsb.

Litvinenko & Co. Il ruolo dei servizi segreti russi negli attentati fu pubblicamente sostenuto dal vicepresidente della Commissione d'inchiesta governativa sugli attentati, Sergei Yushenkov (che verrà assassinato da ignoti nel 2003), suffragato dalle rivelazioni pubblicate in un libro dall'ex agente segreto Alexander Litvinenko (che sarà mortalmente avvelenato nel 2006) e dimostrato dalle inchieste indipendenti svolte dai giornalisti della Novaya Gazeta (il giornale della Politkovskaya).

Successive rivelazioni a sostegno della 'pista interna' provocarono altri misteriosi decessi, minacce di morte e arresti per 'violazione di segreti di Stato'. La possente macchina di propaganda mediatica e politica del Cremlino fece il resto.

Putin in difficoltà. Nel settembre del 1999 Putin aveva bisogno di creare le premesse per il suo avvento al potere.

Nel febbraio del 2004 quando altri attentati attribuiti ai ceceni colpirono la metropolitana di Mosca uccidendo 41 persone, Putin era in piena campagna elettorale per ottenere il secondo mandato presidenziale.

Oggi l'ex dirigente dell'Fsb fronteggia una crescente opposizione popolare al suo governo, dovuta alle sempre più gravi difficoltà economiche di gran parte della popolazione. Nelle scorse settimane in Russia ci sono state le più grandi manifestazioni antigovernative degli ultimi anni, con centinaia di migliaia di persone scese in piazza per chiedere le dimissioni del premier.

Sabato scorso, due giorni prima degli attentati di Mosca, le opposizioni avevano proclamato una 'giornata della rabbia' organizzando manifestazioni in cinquanta diverse città e preannunciando una primavera di crescente mobilitazione. Ma ora, dopo le bombe e il terrore, le cose sono cambiate.


Attentato alla metro di Mosca: un'altra opera del Fsb?
di Paul Joseph Watson - www.prisonplanet.com - 29 Marzo 2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Alcenero

E' solo una coincidenza che attentati sanguinosi avvengano subito dopo il “giorno dell'ira”, che ha visto cittadini russi protestare contro il carovita, e contro il governo, in oltre 50 città?

Precedenti attacchi terroristici in Russia erano opera dello sporco lavoro dei servizi di sicurezza.

Due distinte esplosioni hanno squarciato dei treni nella metro di Mosca, uccidendo almeno 34 persone durante le ore di punta del lunedì mattina, e sono stati imputati ad attentatrici suicide, anche se precedenti casi di terrorismo in Russia sono stati dimostrati essere opera del servizio di sicurezza stesso, lo FSB.

“La prima esplosione è avvenuta in un treno dopo che si era fermato alla stazione della Lubyanka al centro di Mosca, vicina ai quartieri generali del servizio di sicurezza FSB” ha riferito un portavoce russo per le emergenze alla AFP.

“La prima esplosione alla Lubyanka ha ucciso 22 persone e ne ha ferite 12. La seconda alla stazione di Park Kulturi ha fatto 12 morti e 7 feriti”, ha riferito AFP.

Il capo del Servizio di Sicurezza Federale Russo Alexander Bortnikov ha già accusato i ribelli ceceni per l'attentato, una spiegazione accettata passivamente dai media occidentali quali la BBC che stanno già pubblicando commenti sulla storia del terrorismo in Russia, evitando completamente di nominare il ruolo diretto del FSB in quasi tutti i maggiori attentati avvenuti negli ultimi 10 anni.

Dal momento che la spiegazione riguardante la responsabilità di due attentatrici suicide con esplosivi legati al corpo proviene direttamente dal FSB, la storia passata implica che possiamo solo prendere con estremo sospetto la storia ufficiale.

Il famigerato FSB ha una documentata storia di attentati “false flag” compiuti allo scopo di portare avanti obiettivi politici.

Vladimir Putin ottenne il potere a seguito di un regno del terrore orchestrato dal FSB nell'autunno del 1999, comprendente l'esplosione di interi palazzi in tutta la Russia e l'accusa degli attentati rivolta ai separatisti ceceni, permettendo così a Putin di iniziare una nuova guerra e di assicurarsi le elezioni presidenziali.

Gli agenti del FSB furono colti sul fatto mentre piazzavano esplosivi all'Hexogen sotto un palazzo a Ryazan. Le registrazioni indicano che la prima chiamata fatta dai “terroristi” dopo avere piazzato la bomba era diretta ai quartieri generali del FSB, mentre ai colpevoli veniva permesso dalle autorità di lasciare il paese.

Il FSB ammise di avere piazzato sacche di esplosivi, ma affermò successivamente che contenevano zucchero e venivano usate come parte di una esercitazione per testare le procedure di sicurezza. Le autorità prima affermarono che un attacco terroristico era stato sventato e che le sacche contenevano davvero Hexogen, sino a che il coinvolgimento del FSB venne scoperto. A quel punto la storia venne cambiata.

Alexei Kartofelnikov, il primo testimone a vedere gli esplosivi e a chiamare la polizia disse che la sostanza non era chiaramente zucchero, descrivendo il materiale come qualcosa dall'aspetto del riso ma di colore giallo - una chiara somiglianza alla descrizione dell' Hexogen.

Il FSB piazzò veri esplosivi e venne colto sul fatto mentre inscenava un attentato terroristico “false flag”, venendo così costretto a elaborare una complicata storia di copertura mentre bloccava le indagini e metteva a tacere gli informatori.

Questo fatto, e molto altro, è documentato nell'eccellente documentario “The Assassination of Russia” che potete vedere da Google Video [Vedere la pagina originale dell'articolo su Prison Planet. N.d.r.].

Alexander Litvinenko, l'ex agente FSB che morì nel Novembre 2006 a Londra dopo essere stato avvelenato con polonio-210 radioattivo, aveva mostrato come il FSB era coinvolto nel terrorismo, nei rapimenti e negli omicidi su commissione nel suo libro del 2002 “Blowing Up Russia: Terror From Within”, scritto assieme a Yuri Felshtinsky.

La crisi degli ostaggi del settembre 2004 a Beslan, che portò alla morte di più di 300 persone tra cui molti bambini, un altro evento di cui vennero accusati terroristi ceceni, era anch'esso avvolto nelle contraddizioni e negli indizi che suggerivano un coinvolgimento dall'interno.

Un video che venne infine rilasciato nel 2007 mostrava le forze di sicurezza russe come probabili responsabili della prima esplosione durante l'evento.

Riferisce la Associated Press:

Un video che rimase segreto per quasi tre anni dopo l'orribile crisi di Beslan, ha gettato nuovi dubbi sulle conclusioni ufficiali su ciò che ha portato alla morte di 334 persone, più della metà delle quali bambini, durante uno dei peggiori attacchi terroristici in Russia.

Il filmato non è affatto definitivo, ma sembra portare credito alla teoria secondo cui le forze di sicurezza hanno almeno parte della responsabilità per l'alto costo in vite umane.

Le riprese mostrano che le esplosioni avvengono fuori degli edifici della scuola e contraddicono la spiegazione ufficiale che afferma che i militanti erano responsabili delle prime esplosioni, confermando così i resoconti fatti dai sopravvissuti su quanto avvenuto.

Come confermarono le nostre indagini al tempo, molti aspetti dell'assedio di Beslan forniscono incredibili contraddizioni alla storia ufficiale e indicano chiaramente che le forze russe hanno avuto un ruolo nell'inscenare o quanto meno nel provocare il massacro.

- L'indagine del Comitato Parlamentare scoprì il fatto che militari russi di alto grado erano coinvolti nel complotto e agirono da complici dei terroristi. Questi individui vennero qualificati dal Comitato come “con un grado più alto di maggiore e colonnello”.

- Un ex poliziotto venne anche scoperto far parte del complotto. Un ulteriore coinvolgimento della polizia venne successivamente confermato.

- La Commissione Parlamentare trovò anche prove del coinvolgimento di “un'agenzia di intelligence straniera” nel coordinamento del massacro.

- Giornalisti che riferirono dell'assedio di Beslan e scoprirono prove di un coinvolgimento interno vennero in seguito drogati e detenuti dalle autorità russe mentre l'insabbiamento procedeva a passi da gigante.

- Durante l'assedio le autorità russe si rifiutarono di rivelare quali fossero le richieste dei terroristi, bloccando tutte le comunicazioni telefoniche e affermando che i nastri contenenti le richieste dei terroristi erano vuoti.

- I presunti terroristi ceceni non parlavano nemmeno ceceno e ricevevano ordini dall'estero, secondo i resoconti.

Il massacro di Beslan avvenne nel mezzo di un'ondata di attacchi terroristici in Russia, poco tempo dopo la caduta di due aerei di linea Tupolev, di cui le autorità incolparono i terroristi ceceni. Però, citando il fatto che i resti degli aerei vennero trovati sparsi su vaste aree, i media indipendenti russi accusarono Vladimir Putin di avere ordinato l'abbattimendo degli aerei in un grezzo piano “false flag” per assicurarsi una vittoria elettorale per il presidente ceceno pro-Cremlino Alu Alkhanov due giorni dopo.

Il leader separatista ceceno Aslan Maskhadov negò ogni coinvolgimento nell'abbattimento degli aerei e per l'assedio alla scuola, citando come responsabile del massacro “una terza forza che ha portato al potere il presidente Vladimir Putin”.

La palesemente dimostrabile storia del coinvolgimento di funzionari del FSB russo nell'esecuzione di attacchi terroristici, per i quali vennero poi accusati nemici politici, illustra il fatto che sarebbe folle accettare immediatamente la versione del governo per i mortali attentati di oggi a Mosca, almeno sino a che maggiori dettagli non siano confermati da fonti indipendenti.