mercoledì 18 giugno 2008

In Afghanistan va sempre peggio

Dopo l’inedita ed efficace offensiva dei guerriglieri talebani nei giorni scorsi, culminata con l’assalto al carcere di Kandahar e la conseguente evasione di oltre 1000 detenuti, tra cui circa 400 guerriglieri, è iniziata la scontata controffensiva della NATO e delle truppe regolari afghane.

Si preannunciano quindi settimane ancora più cruente del solito, e molto probabilmente saranno all’opera nei combattimenti anche i militari italiani, più liberi di agire dopo la promessa del governo italiano di ridurre i caveat che ne limitavano tempi e modalità di azione.

Resta comunque il dato di fatto che la “potente” NATO dopo quasi 7 anni non riesce ad aver ragione di un gruppo di guerriglieri armati con poco più del minimo indispensabile, che però oppone una resistenza sempre più sofisticata ed efficace, aumentando anche la propria capacità di reclutamento tra la popolazione civile nelle diverse zone del Paese.

Una popolazione civile che ormai non crede più alle promesse occidentali e rifiuta la presenza dei soldati stranieri. Ciò d’altronde era già accaduto nei confronti degli inglesi nell’800 e dei sovietici negli anni ’80.

La storia ha infatti dimostrato che è facile entrare in Afghanistan ma è impossibile uscirne vittoriosi.
Gli USA e gli alleati della NATO evidentemente si stanno illudendo di creare il precedente storico.


Dopo l'offensiva talebana, la controffensiva occidentale
di Maso Notarianni – Peacereporter – 18 Giugno 2008

E' scattata, prevista, la controffensiva militare per contrastare l'avanzata talebana verso Kandahar, città simbolo degli studenti coranici e sede di una delle più importanti basi militari occidentali del Paese. Truppe canadesi e dell'esercito regolare afgano stanno cercando di riconquistare i villaggi intorno alla città, conquistati ieri dai guerriglieri afgani.
Fonti contattate da PeaceReporter nel sud dell'Afghanistan, anonime per ovvi motivi di sicurezza, ci raccontano che "i guerriglieri talebani in questi giorni hanno ripreso, anzi accentuato, le loro azioni di guerriglia attorno a Kandahar e in tutta la provincia di Helmand con azioni calibrate e sottili, che mirano a colpire punti simbolo del governo afghano, come l'ultimo assalto al carcere di Kandahar e l'uccisione del geneale Toorjan.

E sebbene le truppe anglo-americane abbiano portato in questa parte del paese più di diecimila uomini e siano dotate di sofisticati mezzi bellici, non riescono a precedere o sedare le ambizioni dei guerriglieri muniti solo di kalasnihov ed armi rudimentali. D'altronde questi deserti appartengono da sempre al popolo pasthun e questi uomini, avvolti nei loro pathu e sotto i turbanti neri, sanno benissimo come muoversi, dove colpire ed in che modo attuare questo tipo di guerriglia. Inoltre sembra quasi che la loro fede radicata pareggi l' imponenza di uomini ed armi dei loro nemici". Attorno alle principali città della provincia di Helmand e Kandahar c'è una vasta area desertica che si può tranquillamente definire "terra di nessuno".

"Appena poco fuori da questi centri urbani si entra in una specie di far west" raccontano dalla provincia dell'Helmand, "e per un occidentale, cresciuto con i film western viene spontanea la similitudine tra la conquista (guarda caso anche allora) degli statunitensi verso le terre dove vivevano gli indiani d'America".

Uscire dalle città per avventurarsi nei villaggi attorno è sempre un rischio grosso per chiunque. "Tutti i villaggi - continua la fonte di PeaceReporter - sono piccole roccaforti dei guerriglieri talebani. Inoltre gli uomini dell'esercito afghano che controllano i centri più grossi sembra non aiutino un granché a generare fiducia nel governo del paese. Spesso questi soldati sono ragazzi con in mano un kalasnikhov e, sia per paura sia per una sorta di innata violenza, non adottano mezze misure con nessuno". Senza contare che, come ci confermano in molti, "spesso gli stessi che durante il giorno fanno quelli che controllano il territorio per il governo di Karzai, appena tramonta il sole si trasformano in talebani".

"Le strade della città durante il giorno sono riempite solo dal caldo torrido e dalla polvere. La sera, dopo le dieci, inizia il coprifuoco ed allora anche Laskhar-gah si trasforma nel suo fantasma diventando terra di nessuno. Seppur a malincuore chi ne ha la possibilità abbandona il sud del paese, ma questa non è una novità di oggi, ed anche per le vie della città l' odore della guerra diventa sempre più insistente.

Gli umori della gente che cerca di condurre una vita "paradossalmente normale" non fanno presupporre niente di buono: è quasi impossibile sentire la voce di qualcuno che sostenga l 'invasione occidentale. E, nonostante la paura di essere scambiati per attivisti filotalebani, le frasi più comuni che si sentono bisbigliare sottovoce sono del tipo «Sotto il governo talebano eravamo sottoposti a leggi molto dure, ma ogni sera sapevamo di poter tornare a casa dalle nostre famiglie» oppure ancora «Eravamo molto piu' poveri ma nessuno moriva di fame ed i nostri bambini non erano mutilati o bruciati dalle bombe». La gente sa e dice che «per ogni talebano ucciso, ogni giorno nella provincia di Helmand muoiono decine di civili che non hanno niente a che fare con la guerra. Cosi' la rabbia cresce e per ogni guerrigliero ucciso ne nascono altri cinque». Non ci si aspetta molto dal futuro, se non il sentore che il cerchio della guerriglia si chiuda sempre di più attorno a Kandahar ed alle altre città.

Ma questa - aggiunge la fonte di PeaceReporter - è soltanto una sensazione personale e non una notizia"."Le notizie di guerra degli ultimi due giorni, invece, sottolineano la vivace ripresa dei conflitti tra i guerriglieri talebani contro le milizie internazionali e gli uomini dell'esercito afghano. Ci sono scontri praticamente in tutto il sud del paese e soprattutto nella lunga striscia di territorio che divide l'Afghanistan dal Pakistan. In queste ultime ore sembra le truppe americane e quelle anglo-canadesi hanno preso le contromisure per arginare le offensive dei guerriglieri afghani, ma i focolai di guerriglia esplodono uno dopo l'altro a macchia di leopardo", prosegue il racconto dal sud dell'Afghanistan.

"Le notizie di ieri raccontano di una battaglia nella provincia di Khos, nell'est del paese. Sembra che circa duecento guerriglieri talebani stessero organizzando un attacco alla base Nato che presidia quella zona, ma sono stati intercettati dalle forze Usa che hanno ucciso trenta uomini talebani. Altri venti miliziani hanno perso la vita in un feroce combattimento contro l'esercito americano a Daycondia, in una provincia a nord di Kandahar chiamata Zabul.

E sempre di ieri è la conferma di un altro focolaio di guerriglia, questa volta nel territorio di Helmand, distretto di Sangin. Una quindicina di uomini hanno perso la vita ancora tra le file dei guerriglieri, uccisi nella battaglia dagli uomini dell'esercito inglese. L'ultima pagina dei combattimenti della giornata riguarda il distretto di Boldek. Le vittime sono tre miliziani della security non governativa del paese e qualche ferito".

Anche le ultime notizie raccontano del precipitare della situazione in Afghanistan. "Il distretto di Argandab - quello conquistato ieri dai talebani - è ancora al centro della guerriglia", raccontano dal sud del Paese. "Nelle ultime ore i guerriglieri hanno fatto saltare in aria il ponte che scavalca il fiume in quel territorio, rimanendo accerchiati dagli eserciti internazionali e precludendosi ogni via di fuga, ma impedendo allo stesso tempo l'avanzare delle truppe nemiche".